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Gli studenti italiani continuano le proteste contro i tagli all'istruzione

Di Marc Wells
10 dicembre 2010

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Questo articolo è stato precedentemente pubblicato in inglese l'8 dicembre 2010

Dal 24 novembre gli studenti hanno organizzato svariate proteste di massa nella maggior parte delle città italiane. La classe politica, nel frattempo, sta cercando nuove forme per un nuovo attacco all'istruzione pubblica.

Gli studenti hanno finora mostrato determinazione nella loro opposizione alle riforme. I ricercatori e gli insegnanti, anch'essi vittime dei tagli promossi dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, si sono ad essi uniti. Hanno cercato di occupare il Senato italiano, si sono avvicinati alla Camera dei Deputati, hanno bloccato molte delle principali stazioni ferroviarie (Roma, Bologna, Torino, Palermo), occupato la Torre di Pisa, e l'Agenzia delle Entrate di Milano, tanto per citare alcuni esempi. La polizia non ha esitato a usare la violenza. (Vedi link YouTube in basso)

Gli studenti, i ricercatori e i docenti sono fermamente contrari alla riforma Gelmini, una serie di leggi e decreti attuativi iniziati nel 2008 che rappresentano un attacco senza precedenti contro la pubblica istruzione.

L'istruzione in Italia è già in condizioni di inadeguatezza, specialmente se comparata ad altri paesi dell'UE. Secondo l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), prima dei tagli introdotti dalla riforma, l'Italia spendeva 5.400 dollari per studente rispetto ai 10.200 della Germania, 9.400 del Regno Unito e 9.300 della Francia. Inoltre, il rapporto studente/docente in Italia era di 20,4:1, rispetto a 12,4:1 in Germania, 16,4:1 nel Regno Unito e 17:1 in Francia.

Con l'introduzione della riforma, il 30 per cento è stato tagliato dal Fondo di Funzionamento Ordinario. Il disegno di legge attuale impone ulteriori tagli a un sistema già non adeguatamente finanziato, oltre a una ristrutturazione antidemocratica del personale universitario.

Tutti gli organi democraticamente eletti perderebbero il loro potere esecutivo, diventando semplicemente entità consultive. Maggiori poteri al rettore e al consiglio di amministrazione, comprese azioni disciplinari nei confronti di studenti, docenti e ricercatori. Le università diventerebbero quindi sempre più simili a società private. Infatti, ciò che si sta preparando è la privatizzazione dell'istruzione pubblica.

Il ruolo della ricerca universitaria costituisce storicamente uno dei fondamenti del progresso scientifico e dello sviluppo sociale. La proposta di legge istituisce un nuovo tipo di occupazione a tempo determinato per i ricercatori, che sarebbero assunti a contratto senza nessuna garanzia di rinnovo né tantomeno possibilità di conversione a tempo indeterminato, aggiungendo precarietà a un mercato del lavoro già fragile.

Il nuovo disegno di legge comprende più di 170 articoli che produrranno assurdi e complessi regolamenti per i docenti. Questi ultimi saranno subordinati a processi burocratici che comprometteranno ulteriormente la qualità dell'istruzione.

Il disegno di legge a cui gli studenti si stanno opponendo è stato approvato dalla Camera dei Deputati il 30 novembre 2010 ed è fissato per un voto al Senato dopo il 14 dicembre. Questo calendario parlamentare non è una coincidenza. Il 14 dicembre è previsto un voto di sfiducia al governo Berlusconi. Inoltre, è stato deciso che tutte le sessioni del parlamento vengano interrotte dal 6 al 13 dicembre.

La ragione principale di questa macchinazione è un deliberato tentativo di placare le proteste e inibire il loro slancio. La militanza mostrata dagli studenti e dai docenti è rappresentativa di una molto più profonda tensione sociale che si sta sviluppando in Italia. Vi è un diffuso odio popolare nei confronti del governo Berlusconi, che ha attuato politiche di austerità e attaccato con arroganza i diritti democratici.

In secondo luogo, una nuova maggioranza ne uscirà. Essa sarà più adatta per l'attuazione di simili, se non più brutali, attacchi alle condizioni di vita dei lavoratori. L'istruzione pubblica costituisce una parte importante delle concessioni vinte attraverso le aspre lotte del dopoguerra. Ora la borghesia italiana intende ritirare tali concessioni.

Il cosiddetto "Terzo Polo", una coalizione tra il neo-fascista Gianfranco Fini, il democristiano Pier Ferdinando Casini e il camaleonte politico Francesco Rutelli (prima radicale, poi verde, poi democratico, ora essenzialmente democristiano), ha negoziato un governo post-Berlusconi per mesi, sulla base di un accordo sulla necessità di sostituire il primo ministro, vista la sua impopolarità.

La borghesia italiana sta preparando una grande coalizione che va da Fini all'ex-stalinista Pier Luigi Bersani, al fine di placare l'opposizione popolare contro Berlusconi. Tuttavia, le politiche di una simile coalizione non sarebbero affatto diverse da quelle dell'attuale maggioranza.

In particolare sulla questione della riforma Gelmini, alla vigilia del voto alla Camera, Fini, che è stato partner politico di Berlusconi fin dal suo primo governo nel 1994, ha dichiarato: "La riforma Gelmini e' positiva e Fli la voterà". Fini, infatti, ha espresso totale disprezzo per le proteste, che a suo dire sono "inaccettabili".

I democristiani si sono uniti al Partito Democratico (PD) e all'Italia dei Valori (IdV) il 30 novembre in un escamotage in cui si sono proposti come oppositori della riforma. In realtà, Casini ha affermato che la riforma "è un catalogo di buone intenzioni", ma lamenta la mancanza di risorse, dichiarando quindi il suo accordo di principio.

Il ruolo del PD, dietro la sua verbale opposizione alla riforma Gelmini, è ancora più insidioso. Lo scorso maggio ha pubblicato un programma che descrive le modalità che attuerà per privatizzare l'istruzione pubblica.

Il programma adotta molte delle stesse misure utilizzate negli USA nello scorso decennio che hanno contribuito allo smantellamento del sistema della pubblica istruzione, come il rilascio di voucher (che il PD promuove specificamente), favorendo gli investimenti privati (un altro provvedimento che il PD sta proponendo dai tempi del governo Prodi) e supportando l'antidemocratica "immigrazione selettiva", come descritto senza mezzi termini nel documento stesso.

L'obiettivo del PD di "agevolazioni per il venture capital e start-up school per portare la cultura imprenditoriale nella scuola e nella ricerca", come scritto nel programma, è un chiaro segno che il partito ha tutte le intenzioni di mettere l'istruzione nelle mani rapaci del sistema del profitto.

Il 24 novembre, il leader del PD Bersani si è arrampicato in cima al tetto della facoltà di Architettura a Roma-iniziativa copiata il giorno dopo dal suo complice politico Nichi Vendola di Sinistra, Futuro e Libertà (SEL)-come segnale alla borghesia che un ipotetico governo di sinistra avrebbe tutte le intenzioni di tenere gli studenti sotto controllo. Inoltre imporrebbe ai lavoratori italiani le stesse misure di austerità che hanno caratterizzato la Grecia (Bersani ha affermato che "perfino in Grecia stanno facendo riforme sociali e per la conoscenza. Prima o poi ci arriveremo anche noi").

Questi eventi si stanno verificando nel mezzo di una profonda crisi economica che viene utilizzata da ogni classe dirigente di tutta Europa per riconfigurare le relazioni sociali, imponendo severe misure di austerità ai lavoratori e agli studenti.

L'Italia è oggetto di crescenti pressioni provenienti dai mercati finanziari per attuare ulteriori misure di austerità. Il paese ha un debito pubblico elevato (118,9 per cento del PIL), un basso tasso di crescita (0,2 per cento nel terzo trimestre) e uno spread sui bond che ha esposto il paese al rischio di declassamento del rating. I mercati internazionali vedono l'Italia come il prossimo paese in linea, dopo un possibile default di Portogallo e Spagna.

Lunedi scorso, il membro del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) nonché presidente della Banca d'Italia Mario Draghi ha dichiarato che "la crescita è fondamentale, ma altrettanto fondamentale è la stabilità. Crescendo si pagano i debiti. Il rigore di bilancio è fondamentale".

Questa affermazione racchiude in sé ciò che può essere previsto. La spesa sociale sarà tagliata per ridurre il debito, la crescita avverrà incrementando lo sfruttamento della classe lavoratrice e diminuendo il costo del lavoro; e la stabilità richiederà il pugno di ferro-se necessario, perfino metodi autoritari.

L'attacco alla pubblica istruzione è una componente critica di questa politica dettata dall'aristocrazia finanziaria.

Alla luce del rinvio della seduta del Senato, l'Unione degli Universitari, una federazione sindacalista di gruppi di studenti, ha dichiarato: "Si tratta di [una] grande vittoria degli studenti e dei ricercatori, il risultato di un anno di mobilitazione che mese per mese ha alzato la sua voce". Non c'è nessuna vittoria. Il rinvio è solo una cortina di fumo, mentre la borghesia rimescola le sue carte e procede verso un attacco ancora più aggressivo.

Non esiste nessuna soluzione offerta dalle parti che stanno negoziando per il potere. Tutti condividono un unico interesse: la difesa e la conservazione del regime borghese. Finché le proteste degli studenti rimangono all'interno di questa cornice, saranno soppresse e sconfitte.

Per portare avanti la loro lotta, gli studenti devono unirsi alla classe lavoratrice, mobilitarsi politicamente insieme ad essi in opposizione all'intero establishment politico e a tutti i difensori dello stato borghese, compresi i sindacati.

La difesa dell'istruzione deve essere associata alla difesa dei posti di lavoro, dei salari e delle condizioni di lavoro stesse, e a una politica europea mirata a rovesciare il dominio dell'aristocrazia finanziaria. Questo significa la lotta per un programma socialista, compresa la nazionalizzazione delle banche e di tutti i principali settori dell'industria, e l'instaurazione di un governo dei lavoratori.

I video delle proteste degli studenti si possono vedere qui:

http://www.youtube.com/watch?v=DbQCpG_mjQw
http://www.youtube.com/watch?v=AW_vJgzNaj4
http://www.youtube.com/watch?v=kalJt1wa0TI
http://www.youtube.com/watch?v=KPuc6f05hWE
http://www.youtube.com/watch?v=Wj4N7V_0oOs
http://www.youtube.com/watch?v=wPhQggBdwLY
http://www.youtube.com/watch?v=WNOGrtcpj8Y

 



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